martedì, marzo 21, 2006, 04:48


Sabato. L'Ansia a causa del lavoro non e' purtroppo a livelli controllabili e questo weekend un aria di skazzo totale era molto provedibile. Le cose da vedere a L.A. facilmente raggiungibili in bus sono terminate quindi se proprio volevamo fare qualcosa di diverso, l'unica possibile chance era procurarsi una macchina. In tarda mattinata, a ora di pranzo, finalmente muovo il culo e affitto una macchina dal solito tizio fornitore delle famose Zabumba car. Ed ecco la prima inculata della giornata, quasi a chiamarla. Il tizio a sorpresa si prende 300 dollari di deposito dalla mia carta, per la macchina, sul mio povero conto che ne ospitava solo 266 di dollari. Ovviamente ora la disponibilita' sul mio conto toccava lo zero. Strani interrogativi su come avrei fatto per pagare il nolleggio passavano per la mia mente.

In men che non si dica mi trovo da Luca per portarlo a prelevare alla nostra banca di fiducia. Vi ricordo che e' sabato e le banche chiudono alle 2, e che la carta di Luca e' stata mangiata da uno dei 10.000 ATM di Los Angeles, segnando un incredibile record sul discorso destino / culo che ci affligge. L'obiettivo della giornata era scorazzare con la macchina per L.A. e vedere cosa c'e' dietro, o meglio i posti che non vedremmo mai se non avessimo la macchina. I ditorni di UCLA sono il nostro primo obiettivo. UCLA come ben sapete sorge tra Brentwood e Bel Air, un aria veramente notevole e piena di vegetazione. Proprio dietro a Hilgard sul lato EST di Ucla c'e' un enorme campo da Golf a cui si affacciano 2 ville famose per vari motivi. La prima e' la villa di Aaron Spelling, produttore TV, ricordiamo Beverly Hills 90210, la seconda e' la Playboy Manson, del famoso proprietario dell'omonima rivista. Purtroppo non siamo riusciti a vedere granche' dai cancelli delle ville ma da come potete vedere nelle foto, ci sono voluti parecchi soldi per realizzarle.


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Il viaggio prosegue tra le colline di Bel Air dove vivono molti attori famosi, senza riuscire ovviamente ad associare le ville ai rispettivi attori. Ma una cosa e' certa, per arrivare a costruire una villa cosi, non basta vincere a Las Vegas o alla Lotteria Italia, ci vogliono tanti e tanti soldi. Il giretto prosegue per le strade di Beverly Hills, e a quel punto anche Luca molla, le foto non renderanno mai quello che vedono i nostri occhi. Sconsolati e un po' annoiati da quel ripetersi di ville su ville, in uno spazio infinito grande quanto Rieti (per dire che e' grande), continuiamo poi il tour in direzione Hollywood.


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Passiamo con la macchina sulla famosa Hollywood & Vine davanti ai teatri e alla Capitol Records e poi su per la collina nel Griffin Park, fino all'osservatorio. E' stupefacente come in una citta' cosi piena di macchine e cemento, con pochi minuti si riesca ad arrivare in un paradiso di verde e silenzio. Tavoli da Picmic e aree per i bambini con strade sterrate per lunghe passeggiate al sole. Dimenticavo, siamo all'altezza dell'osservatorio, la vista sulla citta' e' stupenda. Peccato che dopo il tramonto, penalizzato dalle nuvole arrivi la prima fregatura. Il sito internet del meteo avvisava che su Los Angeles sarebbero arrivati, riporto la dicitura esatta, "un paio di temporali". Ebbene, non avete idea di quanta acqua sia venuta giu in meno di un ora. Io e Luca nella nostra Mazda ci innoltriamo tra i grattacieli di Downtown inboccando addirtittura una via contromano, la visibilita' era quasi nulla. Ma in compenso a Downtown c'era poco traffico, per fortuna. Decidiamo quindi di tornare a casa a Culver City e riposarci. Scopriamo, che li non aveva piovuto affatto.

Decidiamo di fare qualcosa di diverso in serata e andare a mangiare Sushi. Sushi, Sashimi e Tempura totale 17 dollari a coccia incluso il tip per il cameriere che non ci ha cagato di striscio visto che in TV trasmettevano la finale di baseball Korea contro Giappone (vincono i Giappo). L'esperienza cmq verra' ripetuta, visto che Luca ormai tra Cinesi, Koreani, Giapponesi e Thai non ci capisce piu' nulla. Per finire guido in direzione di Santa Monica per andarci a fare una birra tranquilla in qualche pub irlandese della zona. Luca mi chiede, "cos'e' questa puzza di bruciato?", niente faccio io abbassando il freno a mano. La serata finisce presto, senza nemmeno la birra, ma dopo una lunga passeggiata sulla Promenade.
Ci tengo a dire che Venerdi era la festa di San Patrizio, che qui a L.A. e' una scusa per gli americani per vestirsi di Verde e ubriacarsi fino a perdere i sensi per tutto il weekend. Poveri Irish.

Tour del day one: Westwood Village, Bel Air, Beverly Hills, Santa Monica blv and Sunset blv to Hollywood&Vine, Griffin Park, Echo Park, Downtown, USC, Venice blv to Culver City. Culver City to Sawtelle & Olympic, Sawtelle & Olympic to Santa Monica. Santa Monica to Brentwood, Culver City.

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lunedì, marzo 20, 2006, 09:39


Aggiungerei solo, Eloisas manchi solo te. :)
Presto vi aggiornerò su questo strano weekend.



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mercoledì, marzo 15, 2006, 08:41


Oggi finalmente c'è stato lo scontro Berlusconi / Prodi, seguitissimo anche a Km di distanza dal nostro paese. Ma non divaghiamo oltre annunciano che oggi 14 Marzo è stato presentato al REMAP studio di UCLA, L.A. il progetto "Quartieri della Memoria". Ora non stò qui a spigarvi di che si tratta visto che non vi interesserà sicuramente, ma vi dico invece che questo progetto per chi non lo sapesse è la ragione per cui ho passato 6 mesi qui a Los Angeles, e ha cambiato indelebilmente la mia vita. La giornata di oggi, segna non tanto la fine dei lavori, piuttosto si pone come una voce sussurata nella nostra mente, Svegliatevi il sogno è finito. Tra meno di un mese saremo in volo per casa, una tristezza in certi sensi ma una gioia sapendo di tornare tra le braccia di chi ti vuol bene. Il nostro lavoro vedrà la luce fisicamente al termine dei mondiali, in Piazza del Suffraggio nella ormai famosa Rieti (che tutti qui hanno imparato a conoscere), città del Centro Italia. Vi aspettiamo numerosi...

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mercoledì, marzo 8, 2006, 06:43


Che ci fà insieme a me? Domanda da mille punti...

La risposta è Morgan Freeman, incontrato al ritiro di un premio a UCLA. Che dire, una persona fantastica. 2 Parole, Foto, Autografo e una stretta di mano, Morgan saluta i fan che lo aspettano all'uscita del teatro (dove ha ritirato un premio) sale nella sua Mercedes Verde e torna a Beverly Hills (Cosi dice la targa), guidando lui stesso verso casa. Bisogna esserci abituati a questa quotidianità per crederci.

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lunedì, marzo 6, 2006, 06:50

Gli attori che ho visto: George Clooney, Keanu Reeves e Sandra Bullock, Morgan Freeman, Jennifer Lopez, Ben Stiller, Uma Thurman. (foto da Oscars.com)

Los Angeles in questo momento stà vivendo la sua più grande festa, la festa della cinematografia. Ma mi spiace dirlo, una festa ristretta e dedicata solo agli addetti ai lavori e resa visibile a noi solo grazie alle televisioni che hanno sborsato vagonate di soldi di diritti. Questo lo si capisce subito arrivando su Hollywood e Highland dove c'è la famosa via con i teatri. La via è percorribile sui marciapiedi ma è transennata e coperta da un doppio telo verde. L'unico posto dove si può vedere qualcosa è sull'incrocio dove arrivano le Limo degli invitati e dove lo spazio sul marciapiede per tutta la gente venuta per l'occasione è nullo. Il fatto che non si siano preoccuapati di dove far stare tutta la gente implica che a loro non interessi che la gente li veda qualcosa. Gli attori si sono comportati da completi ignari della gente che era li ad aspettarli, compressi e assiderati sotto un solo infuocato. I pochi attori che ho riconosciuto dalle migliaia di macchine costose che sono arrivate non si sono nemmeno fermati un secondo per il pubblico, al massimo un saluto e un sorriso ma a volte nemmeno quello. Mi chiedo, lo sanno che siamo noi che li facciamo campare? Dalla distanza a cui eravamo era quasi impossibile fare una foto, ma forse con una sono stato veramente fortunato. Certo devo dire che non è valsa per nulla la pena essere li, come esperienza la sconsiglio a chiunque, perchè non viene ripagata per nulla. Tornato a casa, dal divano finalmente mi godo le premiazioni, notando molti altri attori famosi che mi chiedo sinceramente da dove diavolo siano entrati.
La magia del cinema vale solo dal salotto di casa, per il resto queste sono persone normali, con qualche soldo in più e i soliti pregi e difetti.


Hollywood e Highland - Keanu Reeves e Sandra Bullock

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