lunedì, marzo 6, 2006, 06:50

Gli attori che ho visto: George Clooney, Keanu Reeves e Sandra Bullock, Morgan Freeman, Jennifer Lopez, Ben Stiller, Uma Thurman. (foto da Oscars.com)

Los Angeles in questo momento stà vivendo la sua più grande festa, la festa della cinematografia. Ma mi spiace dirlo, una festa ristretta e dedicata solo agli addetti ai lavori e resa visibile a noi solo grazie alle televisioni che hanno sborsato vagonate di soldi di diritti. Questo lo si capisce subito arrivando su Hollywood e Highland dove c'è la famosa via con i teatri. La via è percorribile sui marciapiedi ma è transennata e coperta da un doppio telo verde. L'unico posto dove si può vedere qualcosa è sull'incrocio dove arrivano le Limo degli invitati e dove lo spazio sul marciapiede per tutta la gente venuta per l'occasione è nullo. Il fatto che non si siano preoccuapati di dove far stare tutta la gente implica che a loro non interessi che la gente li veda qualcosa. Gli attori si sono comportati da completi ignari della gente che era li ad aspettarli, compressi e assiderati sotto un solo infuocato. I pochi attori che ho riconosciuto dalle migliaia di macchine costose che sono arrivate non si sono nemmeno fermati un secondo per il pubblico, al massimo un saluto e un sorriso ma a volte nemmeno quello. Mi chiedo, lo sanno che siamo noi che li facciamo campare? Dalla distanza a cui eravamo era quasi impossibile fare una foto, ma forse con una sono stato veramente fortunato. Certo devo dire che non è valsa per nulla la pena essere li, come esperienza la sconsiglio a chiunque, perchè non viene ripagata per nulla. Tornato a casa, dal divano finalmente mi godo le premiazioni, notando molti altri attori famosi che mi chiedo sinceramente da dove diavolo siano entrati.
La magia del cinema vale solo dal salotto di casa, per il resto queste sono persone normali, con qualche soldo in più e i soliti pregi e difetti.


Hollywood e Highland - Keanu Reeves e Sandra Bullock

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domenica, marzo 5, 2006, 09:45

http://preview.local.live.com/

Sicuramente conoscerete Google Earth, il software che permette di vedere le immagini via satellite del mondo e fare zoom sui particolari interessanti. Ebbene l'azienda di Bill la Microsoft ha da tempo lanciato la copia del servizio di Google Maps, chiamato Local ma con qualche feature nuova veramente interessante. La funzione Bird's Eye permette di vedere a livello della strada la zona inquadrata. Ovviamente solo per le città americane e quelle più grandi. Tra cui ovviamente Los Angeles.

Ma la cosa più senzazionale è la possibilità di poter guidare dentro a Seattle e San Francisco usando le frecce della tastiera. L'interfaccia è facilissima anche se io consiglio di usare solo la freccia avanti e farsi trasportare dalla macchina. Premendo poi il tasto street e zoomando con la rotella del mouse si possono vedere le strade fotografate. Questo perchè ovviamente non tutta la città è visitabile. Buon Divertimento.


http://local.live.com/ - Microsoft Local

Guida dentro San Francisco - http://preview.local.live.com/

Casa mia e dintorni a L.A. - Clikkami!

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sabato, marzo 4, 2006, 08:59

(Continuazione...)

Il fatto di essere tornati in albergo nel primo pomeriggio ci aveva un pò atterrato il morale e la voglia di uscire di nuovo e visitare qualche altro posto ci attraversava la testa in ogni momento. Decidiamo di sfruttare il nostro biglietto giornaliero e andare a visitare Lombard Street, in particolare il tratto nel quartiere di Russian Hill famosa per essere la strada più tortuosa al mondo. Con una pendenza del 27%, era una delle strade più ripide della città, fin tanto che vennero costruiti 8 tornanti insieme a delle aiuole di ortensie, il tratto fu poi chiamato "The Crookedest Street". Da li, approfittando di una tregua dagli showers, ci concediamo un paio di foto regalandoci una stupenda vista sulla parte ovest della città. Scorgiamo sulla collina (la Telegraph hill), il Coit Tower, una torre realizzata da un'eccentrica milionaria come monumento ai pompieri. Ai piedi della collina pare ci sia la Levi's Plaza sede della Levi Strauss. Purtroppo decidiamo di rincasare e cercare un posto da mangiare, scoprendo un fantastico ristorante Thai proprio nelle traverse di Union Sqare.

La mattina dopo tutta quell'acqua non ci aspettavamo niente di meglio, e la vera sfida era trovare qualcosa da vedere in poche ore prima di ripartire per L.A. . La scelta era tutt'altro che facile visto che praticamente ci mancavano tantissime cose da vedere, a causa della fregatura del giorno prima. Nei nostri desideri ovviamente c'era il Golden Gate ma spendere 11 dollari per un giornaliero e rischiare di non vedere nulla per la foschia ci preoccupava particolarmente. Anche perchè il ponte è parecchio isolato e rischiavamo poi di non vedere nient'altro. Decidiamo di camminare quindi su Market street attraverso il Financial District per raggiungere l'altro famoso ponte di SF, in direzione Oakland. Certamente meno maestoso del Golden Gate, che offre 2,8km di passeggiata in bicicletta e una vista magnifica sulla baia. Nolleggiare la bicicletta e attraversare il ponte è un classico tanto quanto visitare l'isola di Alcatraz. Il ponte colorato in arancione per uniformarlo al paesaggio, era considerato impossibile da realizzare a causa dei bassi fondali e delle nebbie fittissime che si formano nella baia. Ma dopo parecchi morti e incidenti si riesce a fare tutto. Ma torniamo alla nostra passeggiata, arriviamo al complesso dell'Embarcadero Center dove una volta attraccavano i traghetti prima che fossero costruiti i ponti. Ovviamente i traghetti esistono ancora a mo di autobus per arrivare in centro. La visione del ponte maestoso sulla baia ci concede un attimo di respiro prima di dover tornare a prendere le valigie e salutare questa sfortunata vacanza.

Tralasciandovi i pochi altri dettagli della nostra visita a SF vi racconto il tremendo finale della nostra e poi mia vacanza. L'arrivo in aereoporto ci consegna subito una cattivissima notizia, il nostro volo delle 6 era stato cancellato. Il motivo era ovvio, cattive condizioni meteo, impossibile volare. Per nostra fortuna essendo arrivati 2 ore e mezza prima al check in battiamo la concorrenza e otteniamo un posto sul volo delle 7 in partenza per il LAX. Con il passare del tempo il volo viene sempre più ritardato di minuto in minuto finchè alle 21 (non ricordo più sinceramente l'orario) riusciamo ad imbarcarci ed a partire in volo all'ultimo respiro. Non credo che c'è bisogno di descrivere lo stato d'ansia retto durante il volo, vi dico solo che non avevo mai visto un aereo volare con i fari antinebbia. Ma alla fine arriviamo al LAX per le 23:20 sani e salvi con un atterraggio perfetto. I dolori arrivano dopo, Luca è in attesa per i bagagli disperi del nostro volo e io decido di andare a prendere l'autobus e tornare a casa. Premetto che i fondi era arrivati agli sgoccioli e che avevo nel portafogli giusto i 25cent piu qualche altro spicciolo per tornare a casa. Sorpresa, scopro che non c'erano piu bus e che non si poteva più tornare a casa. Ricordo che stò parlando di Los Angeles. Sotto il diluvio universale scopro che c'è un autobus che poteva aiutarmi ad avvicinarmi a prendere un altro autobus per avviarmi a casa. Grazie ad un dollaro mendicato da una ragazza più in crisi di me riesco a tornare a casa, integro ma completamente ZUPPO. Questo mi è costato un tremendo raffreddore scontato solo negli ultimi giorni.


COSA MANCAVA DA VEDERE.



A parte il Golden Gate, e la prigione di Al Capone, Alcatraz cosa mancava da vedere? Vediamo, magari le case vittoriane ad Alamo Square, oppure la via di JapanTown con la Pagoda? Il Marine District, Il centro civico e i vari musei? L'università di Berkley? Che dire SF è una città piccola che offre tantissimo, senza considerare poi i dintorni e le spiaggie che sono sempre in pieno stile Californiano. Riflettiamo un attimo. Per cos'altro è famosa SF? Ma certo per gli Hippies, per il movimento dei figli dei fiori, dell'LSD e la Marjuana, "del fare l'amore e non la guerra". Poveri anni 60, nè è rimasto veramente poco, a SF c'è un intero quartiere che è ancora in perfetto stile, l'Haight Ashbury forse ultimamente anche diventato un pò squallido. E poi? Ma certo i Gay. A SF è sede del Gay pride ed è la città con più cittadini fedeli al movimento. Visitare poi gli Yerba Buena Gardens e Il Golden Gate park con il fantastico giardino Bonsai e Tiburon e Sausalito sarebbe stata una fantastica esperienza. Che dire, io quindi non conosco per nulla SF e diciamoci chiaramente, c'è tantissimo da vedere.

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giovedì, marzo 2, 2006, 19:13
Il mese di febbraio ha avuto 205 visite (11 in meno), ma 358 pagine visualizzate (327 a Gennaio). Questo significa forse che la gente di passaggio è diminuita e che ci sono più lettori attenti al sito. mah! :)

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giovedì, marzo 2, 2006, 08:13


Arrivare all'aeroporto con l'ansia di Luca che era arrivato un ora prima, e che non la smetteva di chiedermi dove ero, non è la migliore cosa per un viaggiatore. Come se io poi potessi dirottare l'autobus. Al LAX c'erano aerei per San Francisco più frequenti del mio autobus giornaliero, tanto per confermare quanto ormai questo mezzo di trasporto ha poco a che vedere con un utopia e con la paura di volare. Il volo con United è durato un oretta al posto delle 8 ore necessarie a raggiungere la baia in macchina, e la vista dal finestrino è a dir poco magnifica. Il paesaggio cambia completamente, spariscono le palme del sud della california e compare un paesaggio meno tropicale. La visione della baia è anticipata da un ponte lunghissimo il San Mateo Bridge (povero stretto di messina), e poi subito l'atteraggio sull'aeroporto a picco sul mare. Peccato che dopo l'atteraggio ci accorgiamo di distare ancora 25 miglia da San Francisco, ma la metro BART in questi casi fà la differenza, e in 30 minuti si è in centro.

Il nostro albergo lo Stratford, è praticamente su Union Square in pieno centro della città e questo avrà dei pregi ma il rumore ovviamente era un difetto preoccupante. E' stato bellissimo quindi poter lasciare le valigie in albergo e trovarci subito nel centro dell'azione. Union Square è il cuore commerciale della città, i negozi più esclusivi e le gioiellerie e i ristoranti migliori sono tutti raggruppati insieme, ovviamente non mancano il negozio della Nike e della Levis che è proprio di San Francisco e poi tutti gli altri pù popolari. A Union Square quel giorno c'era il Crab Festival, il festival del granchio, una delle specialità della zona. E a parte le bancarelle dei ristoranti e delle attività legate ai granchi, c'era una gara di rottura con il martello dei gusci di granchio. A spaccare i gusci c'erano Miss China Town, 2 famosi giocatori di Football dei San Francisco 49ers, per noi sconosciuti, le cheerleader e un altro tizio.

Beh, un bello spettacolo. Tuttavia dovevamo proseguire con la visita della città, una lunga passeggiata a zonzo per le strade del Financial District per poi finire a China Town. Finire? Magari. Si tratta della seconda China Town più grande degli Stati Uniti (24 isolati), praticamente una città. In che cosa sono forti i Cinesi oltre nel vendere Cianfrusaglie? E bene a parte i numerosi ristoranti ci sono dei fantastici negozi di antiquariato, che se non fosse per i prezzi sarebbero veramente popolatissimi. Numerosi anche i negozi di Ginsen e Funghi e altre strane cose vendute addirittura anche a 2000 dollari la libra. Niente Cani però. Grant Avenue è la via più turistica e Stockton Street invece è quella più incasinata e per certi versi quella più tipica, quella dove i Cinesi fanno la spesa di tutti i giorni. Quindi immaginate la differenza tra il precisino a cui siamo abbitatuati e il completo Caos. Al confine con China Town, anche se i cinesi stanno conquistando territorio c'è North Beach, il quartiere Italiano (la spiaggia dista ora qualche km). Ebbene ai tempi dell'oro anche gli italiani hanno voluto approfittarne e si sono stanziati in zona, ora gestiscono i soliti finti ristoranti italiani.

La nostra visita il primo giorno finisce qui. In serata in albergo ci accorgiamo che secondo il canale del meteo era in arrivo una pertubazione dei livelli pazzeschi. E che la vacanza sarebbe stata all'insegna del maltempo.Incuranti il giorno dopo siamo sulla costa al Fisherman's Wharf dopo uno spassoso viaggio in Cable Car. Le Cable Car sono i famossisimi Tram di San Francisco. Cable significa Cavo, questo perchè si letteralmente aggrappano ad un cavo d'acciaio sottoterra che li traina su e giu per le ripide colline del posto. Praticamente a piedi parte della città non è proprio praticabile e a mio avviso si poteva approfittare e farci delle montagne russe, pensa che guadagno di tempo. Ma cmq i 5 dollari del biglietto valgono veramente lo spasso, ma ci vuole parecchio tempo per attraversare la città. Purtroppo la rete delle Cable car ha subito una decimazione drastica dall'ultimo fortissimo terremoto.

Ai moli del Fisherman's Wharf veniamo colpiti subito dalle numerose attività commerciali per attirare i turisti. Ma dal porto dei pescherecci di una volta ne è passato di tempo, ora il Pier39, the Anchorage, The Cannery e il Ghirardelli Square sono la nuova identità commericiale del posto. A parte questo, dal porto si gode una splendida vista del Golden Gate e dell'isola di Alcatraz assalutamente da visitare. Per nostra sfortuna però il tempo peggiora e inizia il diluvio universale che ci dà giusto il tempo di ammirare una colonia di leoni di mare alla sinistra del PIER39. Da quel momento acqua e poi acqua.

Una breve tregua e approfittiamo per salire su una Cable Car in direzione centro e veramente sembrava di surfare giù dalle colline. Quanta Acqua ha fatto! In albergo già alle 16, giusto per rivedere il notiziario del tempo dell'inviata del TG a San Francisco in diretta proprio sotto il nostro albergo. Il tempo sarebbe peggiorato ancora, il cielo diventava sempre più nero. Brevi tregue ci hanno accompagnato però in serata, ma il peggio sarebbe arrivato il giorno dopo.

(Continua prossimamente...)

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