giovedì, novembre 10, 2005, 03:40



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mercoledì, novembre 9, 2005, 06:36
Volevo sfruttare la curiosa giornata di oggi per spiegarvi meglio come funziona dove lavoro, e quanto ogni giorno bisogna dare il massimo per tirare avanti. Ebbene chi mi segue da sempre avrà sicuramente sentito parlare di Alessandro, lui è l'ideatore del progetto a cui stò lavorando e diciamo che a parte un amico è la persona che dirige i lavori e che quindi ci suggerisce cosa è meglio approfondire e dove andare a parare. Il capo a cui Alessandro e diciamo anche noi dobbiamo fare rapporto è Jeff Burke, un giovane snello, freddo e serio nei rapporti che ci stuzica con domande pungenti per vedere l'anello debole dei nostro lavoro e consigliarci sul da fare. Diciamo che ha sempre in qualunque situazione una domanda pronta per chiarire la sua comprensione dell'evento. Le riunioni con Jeff sono informali e avvengono imprevedibilmente e bisogna sempre essere pronti a fare rapporto e dire chiaramente nuove idee e a che punto sono i lavori. La cosa forte è che a parte le riunioni informali con Jeff si aggiungono spesso conferenze (termine improprio) tra il nostro gruppo di Rieti e altri gruppi curiosi del Campus di UCLA. Ad esempio poche settimane fà abbiamo spiegato le nostre intenzioni ad un gruppo di Architettura, che si è rivelato molto interessato nella nostra città. A queste conferenze, schedulate per fortuna si aggiungono gli sbandati curiosi che fioccano giornalmente nel nostro studio. A sentire Alessandro qui và di moda farsi un giro e chiedere informazioni sui progetti. Bene il capo di Jeff Burke, o meglio il capo del Dipartimento REMAP è Fabian Weigmaster, un tipo Argentino molto simpatico, scherzoso e solare ma allo stesso tempo serio e deciso nel suo lavoro. Il nostro capo cmq rimane sempre Jeff Burke ed è lui che decide per noi, il bello o il brutto tempo. Oggi a alle 17:30, Fabian ha indetto una riunione quasi a sorpresa per noi. Nel nostro studio (il più grande), c'erano quasi tutti i cervelli del centro REMAP e a detta di Fabian, c'era una maggiore presenza di gente latina. Magari per ora la situazione è piacevole ma presto arriverà a Dicembre il giorno in cui dovremo presentare al REMAP i nostri lavori fatti in 2 mesi, vista l'elevata conoscenza del campo di questi cervelli e la loro volontà di sapere sicuramente non sarà una passeggiata. A parte questo le riunioni come oggi continueranno, a detta di Fabian, ogni due settimane, nel frattempo Jeff e Fabian ci manderanno collegamenti ad articoli interessanti per evitare a parlare alle riunioni siano sempre loro.

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martedì, novembre 8, 2005, 07:47
Oggi Eloisas fà 25 anni, non li farà di nuovo quindi approfittate del tempo che state perdendo per leggere queste righe e fategli gli auguri. Buon Compleanno Amore.

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martedì, novembre 8, 2005, 07:41
Hola! Che bello si torna al lavoro. Oggi nonostante il tempo nuvoloso che promette pioggia per domani, sono contento di tornare a UCLA. Lavorare nel bunker se si ha la musica in sottofondo, non è cosi brutto, peccato che per l'aria condizionata non si possa fare proprio nulla. Oggi ultima scorsa al materiale su Wimax e Umts per poi decidere che nessuno dei due alla fine fà al caso nostro per questioni di affidabilità. Presto cmq vi parlerò un pò di più del nostro progetto. Tornato a casa mi ritrovo il solito clima di fiesta e confusione e mentre mi mangio la fettina cucinata con tanto amore aiuto la 15enne brasiliana di casa a riempire un questionario a risposta multipla, praticamente il suo compito di fisica. Non ridete, anche se non ho fatto l'esame di Fisica pensate che non sappia calcolare due risultati con una formula. Cmq alla fine mi ritrovo a fare lezioni di Italiano tra un boccone e l'altro e tanto per farvi capire come hanno imparato in fretta, quando li saluto per andate in camera Junior mi dice "buonanotte bastardo". Ovviamente anch'io ho imparato qualcosa di utile. La notizia di oggi cmq è che qualche giorno fà è arrivato un ragazzo nuovo. Non ricordo bene il nome, anzi non l'ho proprio capito, ma è egiziano e studia Ingegneria a UCLA. Il fatto che anche lui è molto chiuso, lo sono tutti qui. Ho finalmente capito che non sono io ad avere problemi ma sono loro a non concedersi molto alla gente. Anzi noi italiani forse veniamo addirittura considerati invadenti. Io e Luca per ovviare al fatto che conosciamo poca gente siamo entrati in modalità "CONOSCERE". Praticamente se respira, io ci parlo. Ovviamente un minimo di selezione corretta la facciamo.

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lunedì, novembre 7, 2005, 06:23


DOMENICA, L'obbiettivo di questo weekend era Longbeach, ma visto il tempo nuvoloso all'ultimo momento si decide di continuare l'esplorazione di Downtown. Nuovamente io e Luca, partiamo per il centro per pranzo ci raggiungerà anche Sheila. Il nostro obiettivo è Little Tokio ma prima di raggiungerla a piedi passiamo per Broadway una via che ricorda moltissimo Napoli. Infatti diciamo che l'unico posto di LA dove si possono trovare CD e DVD pirata agli angoli delle strade, predicatori impazziti che gridano "amate il signore" e gente veramente pericolosa che aspetta solo che tiriate fuori il portafoglio. Non abbiamo purtroppo documentato molto la zona per paura che ci scippassero tutto ma potete immaginare un quartiere degratato e affollatissimo, finalmente senza asiatici ma pieno zeppo di messicani e gente di colore. Insomma il peggio del peggio inizia da qui. Ribattezzata subito la zona Little Naples. Pausa pranzo in un mercato sempre sulla via di prima dove gustiamo un favoloso snack messicano di cui non ricordo per ora il nome. Il sole stà per calare e facciamo appena in tempo ad arrivare a Little Tokio, in stile perfetto giapponese, freddo e ed Essenziale. La cosa che mi è piaciuta di più di questa piccola città giapponese sono i supermercati in perfetto stile e i negozi di fumetti e videogame che rendono parecchio affascinante questa civiltà. Francesco (CB) qui morirebbe. Al centro del quartiere una torretta giapponese dei tempi dei Samurai, veramente suggestiva. Ormai è buoi e facciamo appena in tempo a scoprire la presenza di un museo e di un centro succursale del museo MOKA. Quindi dovremo sicuramente tornarci.

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